Rapporto
d'attività 1996-2000 della Commissione d'ammissione al SC
NESSUNA DISCUSSIONE SULL'ESAME DI COSCIENZA
Il 26 gennaio 2001, in una conferenza-stampa a Berna, la Commissione
di ammissione al SC ha presentato il suo rapporto d'attività
1996-2000, alla fine del suo primo mandato quadriennale.
Almeno indirettamente ha voluto con ciò replicare alle critiche
ultimamente sollevate, non solo da noi (vedi Obiezione! ni. 38 e
39), ma in tutta la Svizzera, contro l'esame di coscienza da lei
operato e all'esplicita richiesta della sua abolizione.
Dopo aver affermato che "le basi giuridiche si sono dimostrate
nel loro insieme un valido strumento e non abbisognano di una rielaborazione",
il presidente della Commissione Anton Keller (capitano ed ex-consigliere
nazionale PPD) ha però evitato di entrare nel merito della
discussione, in particolare sui contenuti e sullo svolgimento dell'esame.
Come riferito dalle agenzie di stampa (vedi sotto), ha invece sviato
l'attenzione dedicando la maggior parte del tempo all'immagine attuale
e al futuro profilo del SC (scopo, compiti ed attività, durata,
apertura agli inabili al SM, ecc.), che non sono nemmeno di competenza
della commissione stessa. Caso mai questi aspetti (alcune modifiche
si renderanno tra l'altro necessarie per adattare il SC alla nuova
organizza-zione dell'esercito XXI, che entrerà in vigore
nel 2003) avrebbero dovuto essere presentati dall'Organo centrale
del SC e dalla Commissione di ricono-scimento degli Istituti d'impiego.
Secondo Frieda Lüscher del collegio presidenziale, nei 4 anni
di attività, la Commissione ha perlomeno verificato che nel
SC non finiscono solo fannulloni, scansafatiche, intellettuali e
integralisti religiosi, smentendo quindi i pregiudizi ed i falsi
clichés. (alimentati da chi? ndr)
D'altra parte, secondo Keller, l'attuale SC comprende un "pot-pourri
di attività in diversi settori, senza un profilo ben definito".
Se da una parte "dovrebbe essere riconosciuto quale strumento
della politica di pace e di sicurezza, con la possibilità
di interventi in gruppo all'estero" (da noi più volte
auspicato, ndr), dall'altra "dovrebbe però diventare
un vero strumento al servizio della Confederazione, concentrando
le sue attività nei settori dell'asilo e delle case di cura".
Keller auspica poi la riduzione della durata del SC, temendo la
concorrenza con la protezione civile (PC), nel caso in cui fosse
data la possibilità di sostituire il SM con 200 giorni di
PC. Visto che questa libera scelta tra SM e PC, annunciata a suo
tempo da Ogi, non sembra però realizzabile, altri sono probabilmente
i motivi che imporranno una riduzione della durata del SC: innanzitutto
l'impossibilità pratica di svolgere 450 giorni di servizio
entro i 30 anni (futura età limite per l'obbligo militare),
ma poi, come ha confermato il direttore del SC Samuel Werenfels,
la futura modifica dell'esecuzione delle pene. Una pena detentiva
fino a 6 mesi sarebbe infatti dimezzata se venisse sostituita da
un lavoro di pubblico interesse. Con ciò un obiettore di
coscienza condannato a questa pena dal Tribunale militare potrebbe
quindi ad esempio uscirne con 90 giorni di servizio alla comunità,
invece che con 450 giorni di SC, assolutamente sproporzionati.
La Commissione di ammissione al SC ha poi ammesso che la pratica
di accettare al SC i testimoni di Geova senza sottoporli all'esame,
così come l'ordinanza del Consiglio federale che l'ha introdotta
all'inizio del 1999, sono entrambe illegali. Come soluzione propone
però semplicemente di legalizzarla, modificando la legge
sul SC senza minimamente rendersi conto che anche in questo modo
resterebbe una pratica discriminante e contraria al principio costituzionale
dell'ugua-glianza di trattamento dei cittadini di fronte alla legge.
La Commissione non sembra invece aver nemmeno intravisto la soluzione
più logica, cioè quella di abolire per tutti l'esame,
caso mai mantenendo la possibilità di un colloquio facoltativo
su richiesta del candidato (se ritiene di dover completare oralmente
quanto non è riuscito ad esprimere con sufficiente chiarezza
per iscritto) e/o nel caso di una prevedibile eventuale risposta
negativa. Ricordiamo che quest'ultima era praticamente la proposta
del Consiglio federale, poi modificata dalle Camere federali che
avevano inasprito la legge proposta.
E in questa direzione non sembra purtroppo che si voglia presto
ritornare, visto che gli attuali membri della Commissione hanno
ricevuto un nuovo mandato per altri 4 anni e che all'inizio di marzo
è stato aperto il concorso per assumerne di nuovi, per far
fronte all'aumento delle domande di ammissione al SC (vedi pag.
16).
(LB) (da Obiezione! no. 40, Marzo 2001)
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