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Nessun diritto all'obiezione di coscienza,
norme morali imperative
Nel rapporto di attività 1996-2000 della Commissione d'ammissione
al SC (una ventina di pagine) abbiamo trovato anche qualche altra
notizia, non contenuta nel comunicato dell'ATS, forse perché
non è stata presentata durante la conferenza- stampa o non
ha attirato l'attenzione del cronista. Riteniamo comunque interessante
presentarvele qui di seguito senza pretesa di essere esaustivi.
Composizione della commissione
La commissione, che all'inizio era più equilibrata, essendo
composta da 31 uomini e 29 donne, con le nuove nomine resesi necessarie
per evadere le numerose domande specialmente nella Svizzera interna
e supplire a qualche dimissione, è ora composta di 54 uomini
e 36 donne. Ciò nonostante nel collegio presidenziale diretto
dal presidente Anton Keller siedono 3 donne: Frieda Lüscher
in rappresentanza della Svizzera tedesca, Angela Pfister per i romandi
e la vice-presidente Barbara Simona Dauchy per la Svizzera italiana.
Nella Svizzera italiana sono tuttora attivi gli 8 commissari iniziali
(4 uomini e 4 donne).
Nel rapporto si afferma che "La rinuncia a nominare rappresentanti
o delegati di varie organizzazioni e gruppi a favore della nomina
dei membri della Commissione ad personam, si mostra ragionevole:
tutti argomentano dal loro punto di vista personale e questo facilita
la collabora-zione".
Basi legali e conflitto di coscienza
Si sottolinea tra l'altro che "all'obiezione di coscienza non
viene riconosciuto lo statuto di diritto fondamentale fondato sulla
libertà di credenza e di coscienza". (…)
"Il Consiglio federale ammette che i motivi che possono condurre
una persona soggetta all'obbligo militare a rifiutare di servire
possono essere di ordine religioso, etico, morale, umanitario, politico,
sociale, oppure dettati dalla ragione e dalla logica. Tutti questi
motivi si equivalgono".
(…)
"Il richiedente deve spiegare le norme morali sulle quali si
fondano i valori che enuncia e mettere in evidenza il loro carattere
imperativo e assoluto. Egli deve anche poter illustrare come questi
valori influenzano la sua vita sociale e professionale".
(…)
"Può succedere che tratti psichici di alcune personalità
appaiano estremamente determinanti nella scelta dell'obiezione.
Persone particolarmente sensibili possono non sopportare la vita
militare e optare per il SC. In tal caso è importante esaminare
con particolare attenzione gli argomenti del candidato per poter
determinare se si tratta effettivamente di un conflitto di coscienza
ai sensi della Legge o se il richiedente deve trovare una soluzione
ai suoi problemi inerenti al SM in seno all'esercito".
Le decisioni della commissione
Il rapporto afferma che "la Commissione deve sentire ogni richiedente
e porgli domande senza pregiudizi. Non si tratta assolutamente di
giudicare se i valori e le visioni del candidato siano giusti, bensì
di esaminare se la sua decisione di coscienza è credibile".
(…)
"Un test operato sul 10% delle audizioni ha dimostrato che
nel 95% dei casi i commissari decidono all'unanimità".
(…)
I ribaltamenti
"I casi in cui l'Organo d'esecuzione non segue la proposta
della Commissione, i cosìddetti ribaltamenti pongono qualche
problema ai commissari. Per loro è difficile comprendere
perché la loro proposta sia stata ribaltata: hanno conosciuto
il richiedente direttamente nell'audizione e dispongono quindi di
una base di giudizio più ampia, mentre l'Organo d'esecuzione
decide solo in base a documenti scritti".
Contrariamente a tutti gli altri dati contenuti nel rapporto, il
numero di questi ribaltamenti è stranamente indicato solo
dal 1.1.98 e non dall'entrata in vigore del SC l'1.10.96. Nel periodo
indicato sono comunque avvenuti 52 ribaltamenti, 36 di proposte
d'ammissione e 16 di non ammissione.
La Commissione di ricorso
"Le decisioni della Commissione di ricorso hanno effetti vincolanti
sul lavoro della Commissione di ammissione e dell'Organo d'esecuzione.
La Commissione di ricorso decide in modo indipendente: essa non
è legata né a istruzioni dell'Organo d'esecuzione,
né al suo approccio metodico". (Resta comunque il fatto
che la stessa è diretta dall'ex-presidente di un tribunale
militare, la cui indipendenza di giudizio è perlomeno discutibile,
ndr)
Troppe decisioni positive?
Infine nel rapporto si afferma che "la percentuale delle proposte
a favore dell'ammissione può sembrare, secondo i punti di
vista, un po' troppo alta. La Commissione e l'Organo d'esecuzione
hanno però sempre rifiutato di indicare una quota determinata
come corretta. Di fatto il numero dei richiedenti (ca. 1500) è
inferiore alla cifra prevista nel Messaggio del Consiglio federale
(ca. 2000). Si evidenzia una preselezione dovuta con grande probabilità
alla durata di servizio più lunga di un fattore 1,5".
(…)
"L'aumento delle decisioni positive (avvenuto solo negli ultimi
due anni, dopo che nel secondo anno erano però più
che raddoppiate le decisioni negative! ndr) è da attribuire
tra l'altro al fatto che i criteri per l'ammissione al SC sono generalmente
più conosciuti".
(da Obiezione! no. 40, Marzo 2001)
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