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L’intervento di Christian Kissling a
nome della Conferenza dei vescovi svizzeri
LA COSCIENZA NON È SONDABILE DALL'ESTERNO
Gentili signore, egregi signori
Non posso giudicare il caso concreto di Marino Keckeis e mi devo
perciò limitare a riassumere la posizione comune delle Chiese
protestante, vecchia cattolica e cattolica romana della Svizzera.
Sulla questione dell’esame della coscienza e della verificabilità
del conflitto di coscienza questa posizione è rimasta inalterata
per decenni e la posso quindi riprendere brevemente in tre punti
molto semplici:
1. La decisone di coscienza vincola l’uomo incondizionatamente.
Perciò chi non può conciliare il servizio militare
con la propria coscienza incorre, nella terminologia cattolica,
in un peccato grave se dovesse tuttavia svolgere il servizio militare.
Ciò significa nel contempo che uno Stato civilizzato è
eticamente vincolato a tenere conto della decisione di coscienza
dei suoi cittadini.
2. La decisione di coscienza viene dal profondo di ogni uomo e non
è verificabile dall’esterno. Le Chiese hanno sempre
difeso questa posizione. Cito per esempio dalla presa di posizione
comune espressa nella procedura di consultazione sulla Legge federale
sul servizio civile del 1993. “Chi vuole sondare la coscienza
e pretende di poterlo fare si sbaglia”. A questa frase non
c’è nulla da aggiungere nemmeno a dieci anni di distanza.
Ripeto: la coscienza non è sondabile dall’esterno.
3. Le Chiese hanno sempre unanimemente auspicato un servizio civile
sostitutivo basato sulla prova dell’atto: chi è disposto
a svolgere un servizio civile marcatamente più lungo del
servizio militare rifiutato dimostra con questa disponibilità
di seguire la propria coscienza. Chi è disposto a fare ciò,
nonostante possa svicolare più semplicemente per la via medico-psicologica
dall’obbligo del servizio militare, è sincero. Non
posso immaginare sulla base di quali elementi questa sincerità
possa essere messa in dubbio.
Posso perciò solo tirare una conclusione: dal punto di vista
unanime delle Chiese non dovrebbe esistere nessun caso Marino Keckeis
e dal mio punto di vista molto personale aggiungerei: considerando
la significativa diminuzione degli effettivi dell’Esercito
XXI, l’alto numero di abbandoni durante la scuola reclute,
la mancanza di qualsiasi prevedibile minaccia militare della Svizzera
e la grande facilità di farsi scartare da qualsiasi servizio
per la via medico-psicologica, una condanna a diversi mesi di detenzione
per obiezione di coscienza al servizio militare dimostra l’ottusità
delle istanze responsabili. Al proposito si può effettivamente
solo scuotere la testa. Vi ringrazio.
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