Consultazione
sulla revisione della LSC:
valutazione molto superficiale da parte del DFE.
DEI 75 PARERI INOLTRATI, CONTANO SOLO I PARTITI?
Da inizio maggio a fine luglio 2001 si è svolta la procedura
di consultazione sulla revisione della Legge sul SC. Ne avevamo
parlato ampiamente nel numero 41 di Obiezione!, pubblicando tra
l'altro anche la presa di posizione del nostro Gruppo ticinese per
il SC. In questo numero la completiamo con le altre due prese di
posizione inviate dal Ticino, quella della Caritas e quella del
Cantone.
A fine agosto sono stati pubblicati i risultati complessivi della
consultazio-ne con un rapporto però solo in francese e in
tedesco, mentre in italiano ci si è limitati al comunicato
stampa che riproduciamo sotto. Nonostante che ben 75 siano stati
i pareri inoltrati (da 7 partiti, tutti i Cantoni, 37 organizzazioni
e 5 privati), sembra che gli unici a contare siano proprio solo
quelli dei partiti. Tutti gli altri vengono semplicemente qua e
là citati collettivamente, catalogati come "cerchie
di oppositori al servizio militare" o "gruppi di sinistra",
mentre spesso si tratta di organizzazioni molto attive e coinvolte
direttamente nel SC e quindi sicuramente più competenti dei
partiti stessi.
Al proposto ci sembra doveroso segnalare che il Dipartimento federale
dell'economia (DFE), estensore del comunicato, include ad esempio
tra le "cerchie di sinistra" addirittura la stessa Commissione
di ammissione al SC, ma anche la Caritas, la Chiesa evangelica metodista,
Pane per i fratelli e la Federazione delle associazioni giovanili.
Non parliamo poi dei problemi linguistici e quindi della precisione
con cui si sono esaminati i pareri espressi in italiano. Nel rapporto
completo si presenta ad esempio un testo che noi avevamo proposto
di stralciare come "formulazione proposta dal GTSC".
Il tutto a dimostrazione della sconcer-tante superficialità
con cui si è valutato questa consultazione. (red)
Il comunicato del DFE
L'avamprogetto di revisione in complesso è stato accolto
favorevolmente. Solo tre partecipanti alla consultazione (l'UDC,
il Canton San Gallo ed Economiesuisse) ritengono che non vi siano
sufficienti motivi per una revisione della legge in vigore.
In merito alle principali proposte di revisione, i partecipanti
alla consultazione si sono espressi nel modo seguente:
1. Procedura di ammissione
- Nella legge riveduta le esigenze relative all'esposizione credibile
di un conflitto di coscienza con il SM dev'essere definita più
precisamente (art. 1 e 18b dell'avampro-getto di revisione). Questa
intenzione è stata in linea di principio accolta favorevolmente.
In particolare, è stata approvata da tutti i Cantoni. Le
precisazioni proposte riprendono i criteri d'ammissione sviluppati
nella prassi. Alcuni partecipanti alla consultazione (PSS, cerchie
degli oppositori del SM, organizzazioni padronali e la Commissione
di ammissione) temono, tuttavia, che in futuro l'ammissione al SC
possa essere ostacolata dalle nuove disposizioni. Il PSS, il PEV
e il PCS sono per principio propensi a rinunciare all'esame dei
motivi di coscienza delle persone che vogliono prestare un SC invece
del SM.
- L'informazione riguardante il SC destinata al pubblico dovrà
essere migliorata (art. 15a dell'avamprogetto). Solamente l'Unione
svizzera delle arti e mestieri non ritiene necessario intervenire
in questo ambito.
- In futuro si dovrà poter presentare la domanda d'ammissione
già dopo la giornata d'orientamento delle competenti autorità
militari, senza dover attendere il reclutamento (art. 16 dell'avanprogetto).
Questa proposta ha sollevato critiche solo da parte di tre Cantoni.
- Il mantenimento della disposizione in base alla quale la domanda
di ammissione al SC dev'essere presentata al più tardi tre
mesi prima del prossimo SM (art. 17 della legge in vigore), non
è gradito alle cerchie di sinistra, che propongono l'accorciamen-to
del termine a due mesi.
- Reazioni controverse sono scaturite attorno al fatto che tutti
i richiedenti continuino di regola ad essere sentiti personalmente
da una commissione in relazione alla loro domanda di ammissione
e che vengano esonerati dall'audizione soltanto coloro che appartengono
a determinate comunità religiose e che adempiono chiaramente
le condizioni di ammissione (art. 18a dell'avamprogetto di revisione).
Il PSS e alcune cerchie di sinistra chiedono che siano sentiti soltanto
i richiedenti le cui domande non sono chiare, mentre per tre Cantoni,
due associazioni padronali e un gruppo religioso la deroga a favore
delle comunità religiose si spinge troppo lontano: questi
ultimi esigono che tutti i richiedenti, senza eccezioni, continuino
ad essere sentiti.
- Il PSS, gruppi di sinistra e il Canton Turgovia esigono che sia
eliminata una nuova disposizione (art. 18e dell'avampro- getto)
che conferisce all'organo d'esecuzione la competenza di accertare
l'idoneità al SM dei richiedenti che intendono prestare un
SC.
2. Durata del SC
L'avamprogetto di revisione prevede, all'art. 8, una riduzione della
durata complessiva del SC a 1,3 volte i giorni di SM non ancora
prestati. Fra i partiti più importanti, il PPD è l'unico
ad approvare questa proposta. L'UDC si attiene all'attuale fattore
1,5, mentre il PSS chiede un pari trattamento del SM e del SC e
quindi un fattore 1,0. Il PEV chiede un fattore 1,2, mentre per
i Verdi la riduzione del fattore à ancora troppo esigua.
Tutti i Cantoni, tranne due, che vorrebbero mantenere il fattore
1,5 si sono espressi favorevolmente per il fattore 1,3. Due associazioni
padronali (Economiesuisse e l'Unione svizzera delle arti e mestieri)
e la Società svizzera degli ufficiali ritengono che non vi
sia motivo di ridurre il fattore. Cerchie di sinistra e l'Unione
sindacale svizzera si allineano alla posizione del PSS (fattore
1,0) o propongono un fattore inferiore a 1,3 (GSsE: fattore 1,1,
quale compromesso; FSSC: fattore 1,2).
3. Soppressione della Commissione di riconoscimento
La proposta di sopprimere la Commissione di riconoscimento (art.
42 e 43 della legge vigente) non ha incontrato una grande opposizione.
Solamente le organizzazioni padronali e l'Unione Svizzera dei Contadini
sono favorevoli al mantenimento della Commissione: sono infatti
del parere che anche in tempi di recessione che vedono aumentare
la disoccupazione, l'accertamento della neutralità del mercato
del lavoro in relazione al riconoscimento di nuovi istituti di impiego
debba essere garantivo da specialisti.
4. Obiettivi precisi per il SC
La proposta di stabilire nella legge gli obiettivi precisi del SC
(art. 3a dell'avamprogetto) è stata accolta con favore. In
proposito, ha dato adito a osservazioni soprattutto il ruolo assegnato
al SC nell'ambito della politica di sicurezza della Confederazione.
Il PSS e cerchie di sinistra ritengono che se il SC si avvicinasse
eccessivamente all'esercito e alla protezione civile nell'ambito
della cooperazione nazionale in materia di sicurezza, il suo carattere
indipendente sarebbe messo a rischio. L'Unione svizzera delle arti
e mestieri ed Economiesuisse temono, dal canto loro, un'assimilazione
tra il SM e il SC. Per la Società svizzera degli ufficiali
la disposizione proposta è invece troppo poco incisiva: ritengono
infatti che il SC potrebbe essere inglobato senza difficoltà
nella politica nazionale in materia di sicurezza.
La valutazione dei risultati della procedura di consultazione e
il messaggio relativo alla revisione della legge sul SC saranno
trasmessi al Consiglio federale nel settembre 2001. Quest'ultimo
deciderà in merito all'ulteriore procedura.
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